Primo Volpi in famiglia

Primo Volpi con la moglie

A Nizza con Bobet

 

Biografia di Primo Volpi

Ciononostante, come sempre, la vita continuo e con essa la carriera ciclistica di Volpi, capace di sopportare il dolore per tali perdite grazie all’aiuto della “sorella bicicletta” e di nuove e ancor piu vigorose pedalate. Nel 1955 Volpi ottenne molti piazzamenti ma nessuna vittoria prestigiosa. Solo nel 1956 quando oramai i 40 anni stavano arrivando, Volpi ottenne la sua prima vittoria in volata nella tappa di Oviedo del Giro delle Asturie dove batte addirittura Miguel Gaul.
E proprio al Giro delle Asturie che Volpi annuncia il suo ritiro dal ciclismo professionistico. Nel 1957, anche se e tentato di riprendere ad allenarsi e a disputare qualche corsa, accetta la proposta di impiego arrivata dal Monte dei Paschi di Siena e si trasferisce con tutta la famiglia ad Empoli dove ha vissuto fino al 27 novembre 2006. Dal 1957 fino all’eta di 80 anni, Volpi continuo a fare tutti i giorni una “sgambatela” in bicicletta di circa 100 Km tanto per tenersi in forma e soprattutto per sentirsi vivo e respirare a pieni polmoni in sella alla sua compagna di vita, la bicicletta.
Dal 1957 al 1959 provo, con successo, ad allenare delle giovani promesse nella categoria dilettanti per i colori della China Gambacciani. Ottenne in quegli anni la vittoria del campionato italiano con Vittorio Bartali. Nel 1960 passo ad allenare la Brooklin-Rilsan. Con questa squadra ottenne 45 vittorie. Fra i campioni allenati di Volpi i cita Trape e Venturelli che ottennero proprio nel 1960 il primo e secondo posto alle Olimpiadi a Roma. Passando gli anni tempi cambiavano ed i giovani non sembravano piu motivati dagli stessi ideali che avevano spinto Volpi, Bartali, Coppi, Magni e tanti altri ancora a correre. Il nuovo periodo storico che apriva al benessere, al boom degli anni ’80, al superfluo e all’effimero, spinsero Volpi e lasciare la carriera di allenatore molto presto. I valori che si promuovevano e che ancora oggi si promuovono nel ciclismo non corrispondevano piu con quanto sentito da Volpi. Purtroppo la lealta, l’onesta, le doti fisiche e i talenti, la caparbieta, la serieta nell’allenamento e nelle competizioni, la sottile ironia, il rispetto per gli altri, il senso di responsabilita per la squadra che si rappresenta, per lo sport che si sceglie e per i compagni di squadra, erano valori che si andavano perdendo e Volpi, non volendo scendere a compromessi con i propri valori, preferi lasciare.
La sua modestia e la sua ritrosia fecero si che una volta trasferitosi ad Empoli, poche volte accettasse di partecipare ad avvenimenti pubblici e sociali. In fondo aver corso in bicicletta ed essere stato un campione acclamato in Italia e molto di piu all’estero, era semplicemente sinonimo, per Volpi, di “aver fatto il proprio dovere”.

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